Il laboratorio

Il “Laboratorio di Geofisica Applicata” dell’Università degli Studi di Catania è stato istituito intorno al 2010 e focalizza le sue ricerche su vari campi di applicazione che spaziano nei vari ambiti: geologico, ingegneristico, ambientale, tettonico-strutturale, agronomico, culturale e archeologico;
Collabora con il Centro Nazionale di Microzonazione Sismica e su incarico del «Dipartimento di Protezione Civile» della Regione Sicilia si è occupato degli studi di MS di 1° livello, in vari comuni della provincia etnea. Successivamente a seguito del forte evento sismico verificatosi nelle Marche nel 2016, è intervenuto come U.O. di UniCt, per effettuare delle indagini in alcuni comuni colpiti dal sisma quali: Arquata del Tronto, Pretare e Piedilama e contestualmente organizzare dei corsi di formazione per i geologi liberi professionisti, che erano stati incaricati degli studi di MS di 3° livello.
Recentemente (2024), mediante una nuova convenzione con l’IGAG (Istituto di Geologia Ambientale e Geoingegneria), si è occupato degli studi di MS di 3° livello in alcuni comuni del settore orientale Etneo.

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Sono stati effettuati, inoltre, indagini geofisiche finalizzate alla mitigazione del rischio sismico a seguito dell’O.P.C.M n.3274 del 2003, relativamente ad edifici di importanza strategica facenti parte del patrimonio edilizio dell’Università degli Studi di Catania e di edifici di rilevante interesse storico-artistico-monumentale.
Tali studi di “Caratterizzazione Dinamica Sperimentale” hanno interessato beni culturali come ad esempio il Duomo di San Giorgio, il Palazzo della Cancelleria oltre al Palazzo Sortino-Trono a Ragusa Ibla (RG), che rappresentano alcune delle massime espressioni dell’architettura barocca in Sicilia e patrimonio dell’UNESCO dal 2002; altri importanti beni caratterizzati sono stati il Castello Maniace a Siracusa (SR), uno tra i più importanti monumenti del periodo svevo ed il campanile del Duomo di Messina (ME).

Ricorrenti sono gli studi e le ricerche finalizzate alla mitigazione dei rischi naturali e/o ambientali, come: la caratterizzazione dei costoni rocciosi ubicati nei Comuni di Ispica (RG) e di Castelmola (ME); studi relativi alla caratterizzazione di corpi franosi, come quelli realizzati per la caratterizzazione della frana che interessa il sito archeologico “Abakainon” ubicato nel territorio comunale di Tripi (ME) e gli studi atti a caratterizzare i territori interessati da fenomeni di vulcanismo sedimentario come i casi delle «Salinelle di San Biagio», nel territorio comunale di Paternò (CT) e delle «Maccalube di Santa Barbara» nel territorio di Caltanissetta. Particolare interesse rivestono le indagini relativamente alla individuazione di eventuali grotte sia in ambiente vulcanico che sedimentario, come rappresentato dalle campagne di indagine effettuate presso: «Riserva Naturale Complesso Speleologico Villasmundo – S. Alfio», «Grotta Chiusazza, Riserva Naturale Grotta Monello e Grotta Perciata», «Riserva Naturale Integrale Grotta Palombara», ubicati nel territorio Siracusano, «Riserva Naturale Complesso Immacolatelle e Micio Conti» ubicata nel territorio comunale di San Gregorio di Catania (CT) e varie altre.

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Continua è la collaborazione con l’area della progettazione, dello sviluppo edilizio e della manutenzione (APSEMa – UniCt), relativamente agli studi per la caratterizzazione dinamica sperimentale di numerosi edifici facenti parte del patrimonio edilizio dell’Università di Catania.
Per quanto riguarda l’aspetto archeologico, numerose sono state le campagne di indagini di Geofisica Applicata propedeutiche e preventive ai saggi di scavo. Sono in atto collaborazioni e convenzioni con il Parco Archeologico di Ostia Antica, Soprintendenza di Ragusa, di Siracusa, di Catania, Parco Archeologico di Siracusa, Parco Archeologico di Agrigento – Valle dei Templi.
Contestualmente il gruppo di ricerca del Laboratorio sta sviluppando nuovi progetti trattanti tematiche legate alla variazione climatica ed i relativi rischi naturali nelle aree costiere siciliane, concentrandosi sull’inquinamento delle falde legato ai fenomeni di intrusione salina.